Necrologi su Nicola Chiaromonte
“La lezione di Chiaromonte – Cittadino del mondo”
di Enzo Bettiza
«Per noi era un maestro. Non dico solo per me, che allora ero una professoressa agli inizi della carriera, ma per tutti. Parlavamo per serate intere di Tolstoj e di Dostojevskij, e lui in quelle conversazioni ha cambiato la mia vita in molte cose». (continua a leggere)
“Si era sempre più distaccato dalla politica…“
di Gino Bianco
Si era sempre più distaccato dalla politica, ma non cessava -per usare un’espressione di Thomas Mann- di guardarla negli occhi.
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“Appello alla ragione in piazza e sulla scena. Anticonformismo e intransigenza di Nicola Chiaromonte” – di Arturo Colombo
Corriere della Sera, 4 giugno 1976
Nicola Chiaromonte resta ancora un italiano da scoprire, una di quelle figure -sempre più rare- di intellettuali intransigenti e severi, che si sono rifiutati di piegarsi alle facili (ma equivoche) lusinghe delle «mode», convinti che il dovere dell’uomo di cultura sia quello di fuggire; a tutti i costi, il pericolo di ripetere, come diceva Julien Benda, il tradimento dei chierici. (continua a leggere)
Addio a Nicola Chiaromonte – di Aldo Garosci
D’un tratto, dinanzi alla scomparsa improvvisa di Nicola Chiaromonte, ci si accorge del valore che ha una persona come persona, indipendentemente da quella che pomposamente si chiama l’opera sua. (continua a leggere)
Messaggio di saluto – di Aldo Garosci
Caro Giacomo, sono molto dolente che una ripresa della mia trombosi mi tenga lontano da Voi in quest’incontro. Avrei avuto caro di intervenire al dibattito di cui il «Turati» è parte organizzatrice, e ancora più’ di ascoltare gli autorevoli interventi in una materia d’interesse vitale per la sopravvivenza d’una vita civile sulle due sponde dell’Atlantico. Ti sarò grato se ti farai tramite di questo mio vivo rammarico, particolarmente presso quegli ospiti che ho avuto occasione di conoscere (continua a leggere)
“Estratto da Amati enigmi” – di Clotilde Marghieri
Jacques, è accaduta una cosa orribile: è morto Nicola Chiaromonte. Lo aspettavo da me insieme con i Rossi Doria e Annie mi telefona e mi dice: “È morto Nicola”.
Breve come è stato il tempo della nostra amicizia, sento che la sua scomparsa, quella di un essere tra i più partecipi e attenti ai problemi e ai segreti del vivere, impoverisce la mia vita senza rimedio. Possiamo sopportare colpi così duri solo perché non riusciamo a crederci. (continua a leggere)
Storia d’una persona seria – di Mary McCarthy
a Amati enigmi, Firenze, Vallecchi, 1974
Jacques, è accaduta una cosa orribile: è morto Nicola Chiaromonte. Lo aspettavo da me insieme con i Rossi Doria e Annie mi telefona e mi dice: “È morto Nicola”.
Breve come è stato il tempo della nostra amicizia, sento che la sua scomparsa, quella di un essere tra i più partecipi e attenti ai problemi e ai segreti del vivere, impoverisce la mia vita senza rimedio. (continua a leggere)
Sapevamo ben poco del suo passato – di Mary McCarthy
Allora sapevamo ben poco del suo passato. Lui non ne parlava. Gli anni da fuoruscito, la guerra in Spagna come pilota della squadriglia di Malraux, la fuga dalla Francia, tutte queste cose le abbiamo sapute a poco a poco e non da lui. La sua leggenda è cresciuta per le più diverse testimonianze. (continua a leggere)
“Nicola Chiaromonte” di Paolo Milano
Verrà un giorno, neanche troppo lontano, in cui la figura di Nicola Chiaromonte avrà uno spicco luminoso fra quelle dei migliori e massimi italiani del nostro tempo. Detta cosi, e a pochi giorni dalla sua morte, la predizione parrà a molti, più che generosa, avventata, o peggio che avventata, gratuita. Al giudizio, si penserà, ha fatto velo la subitaneità della perdita o una lunga consuetudine di affetto. (continua a leggere)
“Dove il sole sorge e tramonta” di Czeslaw Milosz
Pronunzi il suo nome, ma a tutti è sconosciuto
o perché quell’uomo è morto
“Nicola Chiaromonte, amico e maestro” di Adriana Montini BIanco
Il mio primo incontro con Nicola avvenne agli inizi di febbraio del 1961, a Roma. Da poco più di un anno vivevo a Genova, da pochi mesi mi ero sposata con Gino Bianco. Il 20 gennaio del 1960 avevo lasciato la mia bellissima terra, Verona, dove ero nata, Padova dove mi ero laureata in Fisica Pura, Peschiera del Garda dove avevo “fatto” la guerra. (continua a leggere)
“Combattente per la libertà e compagno di Silone” di Giovanni Russo
Lo scrittore Nicola Chiaromonte è morto, colpito da infarto mentre si trovava nella sede della RAI di viale Mazzini, dove collaborava alla realizzazione di alcuni programmi radiofonici. Si è sentito male mentre era in ascensore: è stato portato in un ambulatorio e visitato da un medico, il quale però non ha potuto far niente per lui. Nicola Chiaromonte, che era nato a Rapolla (Potenza) nel 1905, viveva da alcuni anni con la moglie a Roma, in via Ofanto 18. I funerali si terranno giovedì. (continua a leggere)
“L’intellettuale nella storia” – di Enzo Siciliano
La Stampa, 19 gennaio 1972
Roma, 18 gennaio Lo scrittore Nicola Chiaromonte è morto colpito da infarto a 67 anni nella sede Rai di viale Mazzini, dove era andato per la sua collaborazione a un programma radiofonico. Si è sentito male mentre era in ascensore: soccorso dal personale della Rai, è stato portato in un ambulatorio e visitato da un medico, il quale però ha potuto soltanto constatarne il decesso. (continua a leggere)
“Ricordo di Chiaromonte” – di Ignazio Silone
Incontrai Nicola Chiaromonte per la prima volta nel 1934 in Svizzera, dove io mi trovavo già da alcuni anni. Egli arrivò da Parigi. Mi avevano colpito alcune note e articoli non firmati, apparsi su Giustizia e Libertà, che mi erano stati indicati come opera sua. Notizie più personali su di lui avevo appreso da Annie Pohl, la sua prima moglie, che era gravemente malata ed era venuta in Italia nell’illusione di trovarvi un clima più adatto alla sua salute.
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“Nicola Chiaromonte cittadino del mondo” – di Leo Valiani
Chiaromonte non aveva nulla del Don Chisciotte, anche se Cervantes figurava fra gli scrittori che leggeva e rileggeva. I suoi autori andavano da Platone a Proudhon e a Ortega y Gasset. La mia formazione era, se così si può dire, più convenzionale: io avevo abbracciato, giovanissimo ancora, la linea Hegel-Marx-Croce-Gramsci e l’avevo appena integrata con la riflessione sulle critiche di Carlo Rosselli. Non ci trovavamo dunque facilmente d’accordo, nelle appassionate discussioni di Casablanca. (continua a leggere)












