Scritti e relazioni su Nicola Chiaromonte

Pietro Adamo 12

“La prima cosa è dire no!”: Nicola Chiaromonte tra ragione, storia e utopia di Pietro Adamo

Le “osservazioni sui piccoli gruppi, l’azione periferica, eccetera, non l’avevano minimamente impressionata: era ovvio che Monteverdi credesse in simili movimenti, perché non avrebbe dovuto? Era un anarchico”. Quasi mezzo secolo fa il Monteverdi di The Oasis, fondatore della piccola comunità utopica di cui il romanzo ricostruisce la vicenda, offrì a Mary McCarthy il destro per illustrare la profonda influenza che nella seconda metà degli anni Quaranta Nicola Chiaromonte aveva esercitato sulla comunità newyorchese di intellettuali radicals che si radunava intorno alle riviste “Partisan Review” e “politics” e che comprendeva personaggi del calibro di Hannah Arendt, Dwight Macdonald, Paul Goodman, C. Wright Mills, Daniel Bell, eccetera. (continua a leggere)


“Nicola Chiaromonte e la tradizione libertaria” di Pietro Adamo

Nel marzo del 1999 sono tra gli organizzatori di una serie di conferenze tenute alla Libreria Tikkun di Milano intitolata “Gli eretici della sinistra”. Il primo incontro prevede la discussione su Albert Camus, Camillo Berneri e Nicola Chiaromonte. L’incontro si fa subito vivace. Il moderatore (per la cronaca Attilio Mangano) presenta infatti i tre pensatori in una sorta di scala discendente di “eresia”: Camillo Berneri l’anarchico, Albert Camus il libertario, Nicola Chiaromonte il liberale. (continua a leggere)

“Pubblicando Chiaromonte” di Ugo Berti

Devo avvertire che, sotto un titolo del tutto specioso, il mio intervento sarà poco più di una testimonianza. Vi prego di prenderlo come una specie di intermezzo. Gli editori dovrebbero star zitti, far parlare gli altri è alla lettera il loro mestiere; e in effetti il mio programma era di venire qui ad ascoltare, se la cortesia degli organizzatori non mi avesse fatto ritrovare, quasi involontariamente, nella scaletta degli interventi. (continua a leggere)

“Lo stato impresario di teatro e di cinema?” di Enzo Bettiza

… Lo Stato impresario di teatro e di cinema? “Qui lo Stato non fa altro che ripetere una situazione corporativa, che è la stessa creata a suo tempo dal regime fascista e che si perpetua nel clima di mafia totale in cui viviamo: una perpetua connivenza di bande politiche, sociali, artistiche, letterarie. La maggioranza degli intellettuali italiani non sono altro che la reincarnazione in chiave mafiosa dei letterati di corte del Seicento”. Oggi, invece, gli stessi che un tempo ne censuravano le idee e le allergie estetiche e morali, tendono non solo a perdonargli la nettezza di tanto congenito anticonformismo. (continua a leggere)

Gino Bianco 12

“Attualità di Nicola Chiaromonte” di Gino Bianco

Vorrei cercare di indicare alcune delle ragioni che rendono ancora straordinariamente attuale il pensiero e l’esempio (cioè la sua scelta di vita) di Nicola Chiaromonte. Uno stile di vita che nei fatti, e con grande coerenza, rifiutava il feticismo del successo, il perseguimento del potere e della ricchezza. Privilegiava, al contrario, una comunità di uomini “legati da una solidarietà materiale spontanea, capaci di condurre vita semplice e modesta”. (continua a leggere)


“Chiaromonte-Caffi, lettere e altro” di Gino Bianco

L’amicizia tra Andrea Caffi e Nicola Chiaromonte, i loro rapporti di maestro-discepolo sorretti da una reale affinità di idee, di valori e da una profonda solidarietà, sono un esempio eloquente del modo in cui cultura e vita interagiscono l’una con l’altra.
(continua a leggere)

“Nicola Chiaromonte” di Piero Craveri

In Dizionario Biografico degli Italiani – Vol. 24, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1980

Nacque il 12 luglio 1905 a Rapolla (Potenza) da Rocco e da Anna Catarinella. Di famiglia cattolica osservante -il padre medico ed antifascista-, il C. iniziò gli studi liceali nel romano collegio Massimo, che volle abbandonare per concluderli al liceo statale «Torquato Tasso». Iscrittosi all’università di Roma, si laureò in giurisprudenza nel 1927, maturando in quegli anni i primi rapporti con l’antifascismo militante e il suo definitivo distacco dalla tradizione familiare, che doveva divenire sempre più remota nel volgersi della sua esperienza culturale e civile, e tuttavia lasciargli il segno di una naturale severità nella riflessione intellettuale. (continua a leggere)

“Chiaromonte, un chierico che non ha tradito” di Enzo Golino

C’era una volta a Roma un magico pentagono. Correvano gli anni Cinquanta e i primi Sessanta, e alcuni giovanotti d’ogni parte d’Italia esibivano in quel perimetro le prove, a volte già folgoranti e mature, di carriere che si sarebbero dipanate nei mass media, nei giardinetti dell’accademia, nelle lettere, nella politica, nell’industria, magari intrecciando i percorsi disinvoltamente, curiosi ed eclettici, attenti a non rinchiudersi entro steccati disciplinari. (continua a leggere)

“Le amicizie trasversali” di Irena Grudzinska-Gross

Tra le molte fotografie che tengo sulla mia scrivania, una delle più importanti è la celebre foto, scattata nel 1947, nella quale Nicola e Miriam Chiaromonte sono seduti in compagnia dei loro amici di New York: Mary McCarthy, Dwight Macdonald, Lionel Abel, Elizabeth Hardwick e altri. Questa è una foto di amici, e quando penso ai Chiaromonte li vedo così. Mary McCarthy ha scritto, in una lettera a Hannah Arendt, che i Chiaromonte con Ignazio Silone le sembravano “una parte della mia famiglia eterna”.
(continua a leggere)

“Una conversazione che non è finita” di Wojciech Karpinski

Nell’autunno del 1972 a Varsavia, dopo il ritorno dal primo viaggio in Italia, scrissi un saggio su Nicola Chiaromonte. Che cosa mi aveva incuriosito nel suo atteggiamento? Mi era sembrato diverso dalla maggior parte degli autori interessati alla problematica dei diritti e dei doveri dell’individuo nei confronti della collettività da me conosciuti. Intravidi nel suo modo di pensare qualcosa al contempo personale e antidogmatico. L’incontro con i suoi testi si accompagnava alla voglia della conversazione, come se parlasse proprio a me, di cose importanti e di solito sottaciute.
(continua a leggere)

“Chiaromonte, l’America e “l’etica del limite” nell’età dell’estremismo” di Gregory Sumner

Sono onorato di essere qui oggi a condividere alcune riflessioni su Nicola Chiaromonte, eroica figura antifascista della “Generazione della Resistenza”, la vita e l’opera del quale, saranno presto, così spero, celebrate e studiate con maggiore ampiezza sia in Italia, suo paese natale, che in altri paesi. Nello specifico, vorrei parlarvi dell’impatto che Chiaromonte ebbe su un gruppo influente di americani mentre si trovava in esilio a New York negli anni 40.
(continua a leggere)

“L’occidentalista eretico e il movimento per la libertà della cultura” di Massimo Teodori

La vita e l’opera di Nicola Chiaromonte sono state narrate con competenza e intelligenza nella biografia di Cesare Panizza a cui va il ringraziamento di noi tutti per avere riportato in auge uno dei più importanti intellettuali cosmopoliti italiani del Novecento. Con queste note vorrei solo illustrare un capitolo, tra i tanti, della figura di Chiaromonte, che a me pare tra i più significativi nella storia del Novecento, che mi piace intitolare “l’occidentalista eretico e la Libertà della cultura”. (continua a leggere)

Lascia un commento